
L’incarico della direzione artistica di Ischia Jazz 2008 è stato per me motivo di grande gioia, sia perché lo reputo un importante riconoscimento del mio personale lavoro, sia perché mi dà la possibilità di realizzare, proprio nella mia terra, tante idee maturate negli anni.
La Campania è una terra ricca di grandi talenti e di un folto pubblico ancora interessato ad ascoltare buona musica. Festival come questi, sono iniziative da accogliere con grande entusiasmo, non solo per il piacere di avere della buona musica a casa nostra, ma perché sono delle realtà che, se ben coltivate, possono essere un’occasione di crescita culturale ed anche economica del nostro territorio.
La musica come elemento naturale di comunione e pace tra i popoli, senza frontiere, senza categorie, senza confini: è un messaggio che va ben aldilà di un semplice festival; vuol essere una proposta a largo raggio e che duri nel tempo per un pubblico, che esiste ed è sempre più numeroso, interessato ad ascoltare musica come parte di un grande patrimonio con forti radici legate alla terra, alle tradizioni ed alle varie lingue e culture. Una musica che, ovunque si ascolti, si porta dietro secoli di storia e di contaminazioni. La nostra terra è quella straordinaria realtà che prima di essere civiltà e storia è innanzitutto anima, che vive da sempre di passioni forti e contrastanti, di lacerazioni e speranze, e di una musicalità che ne ha fatto un coacervo di stimoli, di intuiti, di genialità, di spunti travolgenti. Ma essa è anche, da sempre, quella grande culla di valori trasversali ed universali come la pace e la tolleranza, che l’hanno resa il luogo ideale per l’incontro e lo scambio di culture, spesso profondamente diverse, ma in grado di conoscersi e parlarsi oltre i linguaggi, o meglio con linguaggi assolutamente universali e dell’anima, come la musica, appunto.
L’idea principale su cui ho voluto basare questo festival è stata quella di creare uno spazio in cui i nostri artisti abbiano la possibilità di incontrare e conoscere musicisti internazionali e confrontarsi con loro ed il pubblico abbia la possibilità di ascoltare ottima musica nei concerti di grandi nomi del jazz ed essere sorpreso dal talento e dalla creatività dei nostri artisti italiani. Abbiamo quindi pensato ad un programma ricco e vario, a partire dalla storia del Jazz, Archie Shepp, per approdare agli Incognito rappresentanti internazionali del Jazz moderno. Ma ancora e soprattutto abbiamo artisti italiani che, attraverso la fusione con la loro cultura, hanno prodotto un nuovo jazz di matrice italiana, riconosciuto ed amato in tutto il mondo. Infine la rassegna si chiuderà con un concerto della Orchestra Napoletana di Jazz, un’orchestra che riunisce alcuni fra i migliori jazzisti campani e di cui mi onoro di far parte.
Durante tutta la rassegna le strade di Ischia saranno inoltre palcoscenico della Ischia Band Jazz a cui parteciperanno i musicisti della banda di Ischia e della Salerno Street Parade che vede riuniti un gruppo di ottimi jazzisti di Salerno. Per quattro giorni, Ischia diventerà una cittadella della musica con spettacoli e concerti che si succederanno, con scambi culturali tra artisti internazionali e italiani. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto questa manifestazione ed hanno lavorato senza sosta per la sua realizzazione, fra tutti il Sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, il Circuito “Una Provincia in Jazz” con l’Assessora Giovanna Martano ed il Consorzio Ischia Isola, con il quale ho stretto un accordo anche per le prossime due edizioni. Sono certo che se una manifestazione così concepita riuscirà a calarsi nella cultura secolare della splendida “Isola Verde” e a fare dei luoghi, dei simboli e dei paesaggi, potenti comunicatori di cultura e storia, fantastici palcoscenici di eventi mirati, allora potremo essere certi che essa comincerà a far parte della storia di questa isola, e potrà contribuire sul serio ad un suo riscontro culturale e turistico.