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Mario Raja, direttore

Marco Sannini, tromba
Gianfranco Campagnoli, tromba
Matteo Franza, tromba

Roberto Schiano, trombone
Alessandro Tedesco, trombone

Nicola Rando, sax baritono
Giulio Martino, sax tenore
Enzo Nini, sax tenore
Marco Zurzolo, sax contralto
Annibale Guarino, sax contralto

Pietro Condorelli, chitarra
Aldo Vigorito, contrabbasso

Salvatore Tranchini, batteria

Andrea Rea, pianoforte
Pasquale Bardaro, vibrafono

Ospiti: Meg e Raiz, voce

Orchestra Napoletana di Jazz +
Raiz & Meg

La Onj – Orchestra Napoletana Jazz nasce nel 2006, come ensemble stabile del Circuito “Una Provincia in Jazz”, che riunisce gli otto migliori festival jazz di Napoli e dintorni. Sul palco i musicisti, dai 13 ai 16 elementi, si alternano e si integrano secondo le esigenze artistiche e di repertorio. Sono tutti professionisti, tra i maggiori rappresentanti della scena musicale campana, riuniti in una big band sotto la direzione di Mario Raja. Sassofonista, arrangiatore e compositore di grande esperienza, nel 1988 ha fondato la sua orchestra, la Mario Raja Big Bang, con alcuni fra i più importanti jazzisti italiani come Marco Tamburini e Piero Leveratto. Ha lavorato con grandi artisti del calibro di Joe Lovano, Sal Nistico e Bob Mintzer; collaborato con le principali orchestre sinfoniche italiane con direttori quali Daniel Oren e Luciano Berio. Ha composto e arrangiato per cinema, televisione, per gruppi dal combo jazz all’orchestra sinfonica come la Mingus Big Band di New York. È stato primo sax alto e arrangiatore della Grande Orchestra Nazionale di Jazz diretta da Giorgio Gaslini. La Onj presenta un repertorio eterogeneo che accoglie composizioni originali, riletture ‘firmate’ di alcuni capolavori e brani in cui si approfondiscono stilemi e codici interpretativi di autori che hanno segnato la storia della musica. È il caso, ad esempio, del lavoro dedicato al pianista e compositore afroamericano Duke Ellington, realizzato in esclusiva per il Pomigliano Jazz Festival 2006. O ancora dell’omaggio alla canzone napoletana moderna di Pino Daniele, fatto in occasione della mostra a lui dedicata per il trentennale dell’uscita dell’album “Terra mia”, nel 2008. La formazione unisce musicisti di razza, con alle spalle una lunga carriera da solisti, con una imponente sezione fiati e un sound in grado di spaziare dallo swing al bop, tra influenze latine e venature funk. Così, lo standard melodico napoletano “Era de maggio” insegue la corrosiva ironia di “Preludio di Pulcinella” e “Mercato” di Raffaele Viviani, mentre “Torno a sud” ed “Ex voto” di Marco Zurzolo raccontano la scena jazz partenopea contaminata dalla tradizione, per arrivare alle atmosfere sospese di “The tail of black coat” e “Crisommola” di Marco Sannini accanto a “Stagioni” di Mario Raja. Il contrabbasso di Aldo Vigorito, autore di “Napolitania”, e la chitarra di Pietro Condorelli nella sua composizione “Evening prayer” chiudono il viaggio intorno al jazz mediterraneo, cifra e stile di una proposta assolutamente originale.

Sul palco Gianfranco Campagnoli, Matteo Franza e Marco Sannini alla tromba; Roberto Schiano e Alessandro Tedesco al trombone; Annibale Guarino e Marco Zurzolo al sax contralto; Giulio Martino, e Enzo Nini al sax tenore; Nicola Rando al sax baritono; Pietro Condorelli alla chitarra; Pasquale Bardaro al vibrafono; Andrea Rea al pianoforte; Aldo Vigorito al contrabbasso; Salvatore Tranchini alla batteria; Carlo Lomanto voce e percussioni.

La Onj ha partecipato a festival quali il Pomigliano Jazz Festival, l’Ischia Jazz Festival, il Festival Internazionale Musica sulle Bocche di S. Teresa di Gallura, il Divino Jazz Festival, il Napoli Jazz Festival & Movie e il Nick La Rocca European Jazz Festival, oltre ad eventi come la Notte Bianca di Napoli e la serata speciale di musica e performance allo stabile partenopeo Teatro Mercadante. L’ensemble ha, inoltre, riscosso un clamoroso successo nel 2007 al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” dove, in occasione del concerto finale della seconda edizione di Una Provincia in Jazz, ha ospitato per una performance speciale Tullio De Piscopo. L’esperienza dell’Orchestra Napoletana Jazz, sottolinea il direttore artistico del Circuito Onofrio Piccolo, vale a «sostenere la produzione napoletana, fortissima, ponendosi come punta di diamante del sistema jazz in Campania».